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Storia di Bulgarini Virginia nei Balocchi

Da lemieradici.

Nelle ultime generazioni dei Balocchi si inserisce, prepotente, la storia e le vicende di Virginia Bulgarini di Piancastagnaio, madre di Benvenuto. Nata nel 20.10.1853 da Filippo e Bernardina Fungardi, giovanissima andò a servizio per una famiglia benestante di Piano. Rimase incinta dal figlio del padrone, farmacista, già sposato con prole. Nacque Agostino, che, in accordo tra le famiglie, fu messo in collegio e mantenuto agli studi dai farmacisti, purché Virginia non si fosse sposata, perché avrebbe perso il mantenimento del figlio? Raffaello Camai di Selva, classe 1854, con rivendita di sale e tabacchi e osteria (il padre aveva venduto il mulino poi detto dei Borzi alla Fiora) passò da Piano e la portò a Selva. Non la sposò, o meglio, la sposò solo in chiesa, per il patto con i farmacisti di Piano, ma con lei ebbe quattro figli tutti nati "da donna che non consente di essere nominata". A 30 anni Raffaello morì, lasciandole i quattro figli a carico e l'osteria. Virginia a trenta anni non poteva vivere "sola", così amoreggiò presto con un fornitore di vini (si dice). Ne ebbe un figlio. Nel frattempo cercò una sistemazione più stabile. La trovò in casa. Ambrogio Balocchi, suo cognato, era rimasto vedovo di Concetta Camai (sorella di Raffaello) con una figlia a carico. I due vedovi si trovarono d'accordo per sposarsi solo in chiesa.

Ebbero sei figli, più Giovanni (battezzato Amati) del vinaio, ripreso dal brefotrofio dove era stato consegnato appena nato. Dei figli avuti da Ambrogio, soltanto all'ultimo, Emilio, non è nato da "donna che non intende essere nominata", perché nel frattempo erano successe alcune disgrazie: Agostino in collegio era morto (decadeva il patto con i farmacisti), Ambrogio era stato in fin di vita. In questa situazione Virginia non si perse d'animo: andò in Comune, fece venire a casa in calesse al capezzale del morente l'assessore, l'ufficiale di stato civile, la guardia comunale, un altro testimone e così fu sposata con Ambrogio anche in Comune. Nell'atto di matrimonio dell'11.3.1895 Virginia riconobbe i figli nati da Ambrogio, questi riconobbe Giovanni per figlio suo. Frattanto Ambrogio non morì. Sei mesi dopo nacque il loro ultimo figlio, Emilio. A 45 anni il 14.2.1898 morì Virginia, lasciando l'osteria in mano alla figlia Ida Camai, giovanissima, una leggenda per la conduzione dell'attività sopravvissuta anche dopo la chiusura. Due anni dopo, il 20.2.1900, morì pure Ambrogio, lasciando la numerosa famiglia di orfani minorenni in mano a un tutore, lo zio Raffaello fratello di Ambrogio. Le peripezie di questi orfani furono molte, comprese nelle difficoltà economiche, (pare che lo zio tutore non facesse proprio gli interessi dei nipoti), ma come Dio volle, ne uscirono.

Si tramanda che Virginia non fosse tenera nei rapporti con la famiglia e con la gente, anzi dura e spesso scorbutica, ma era necessaria comunque una donna di polso per venire a capo ai tanti impegni per la bottega, per una famiglia di 11 figli in totale (che vivevano: i Camai alla Cappella, i Balocchi alle Case Nuve) e a tante disgrazie cadutele addosso entro i suoi 45 anni di vita.

Storie di famiglia